A R T E – P U B B L I C A

QUESTO NON È UN POSTER – Ed. 2025

QUESTO NON È UN POSTER – Ritratti di Andrea Casciu

Abbattere i Muri del Pregiudizio: l’Arte come Spazio di Incontro

Quando si affronta il tema della malattia mentale, troppo spesso si disegna una linea netta tra “noi”, considerati sani e normali, e “loro”, etichettati come matti. Una linea che finisce per trasformarsi in un muro fatto di paura, distanza e incomprensione. Un muro che prende corpo nelle città sotto forma di luoghi separati, pensati come contenitori in cui relegare chi vive un disagio psicosociale, lontano dalla vita della comunità.

Eppure esiste uno strumento capace di incrinare e abbattere questi muri, che finiscono per amplificare la sofferenza: l’arte. Un linguaggio che diventa ponte tra un “dentro” e un “fuori”, non solo geografico ma umano, intimo, esistenziale. È in questi termini che Laura Casciotti racconta il progetto Questo non è un poster sulle pagine di QuiSalento, mettendone in luce la potenza trasformativa.

Un Progetto che rende visibile l’Inclusione

Con il titolo “Questo non è un poster – 14 Ritratti di Andrea Casciu”, prende forma la quinta edizione della campagna di sensibilizzazione contro lo stigma legato al disagio mentale. L’intento è chiaro: promuovere l’inclusione sociale delle persone con disturbi psichici, scardinando stereotipi e narrazioni riduttive.

A partire dal 2 dicembre 2025, quattordici manifesti hanno occupato le strade principali di Racale. Ogni affissione ritrae un ospite della Casa per la Vita Artemide, attraverso lo sguardo dell’illustratore e muralista Andrea Casciu, accompagnato semplicemente dal nome della persona.

Non si tratta di poster qualunque, ma di immagini dense di emozione, capaci di restituire frammenti di vita e di esperienza. Racconti visivi che ricordano come la malattia mentale sia una parte del vissuto, mai la sua totalità.

Io ho una Malattia, ma Non Sono la mia Malattia

Lo stigma che circonda il disagio mentale alimenta spesso un meccanismo di esclusione fatto di isolamento, discriminazione e perdita di diritti. Per chi vive un disturbo psichico – e per le loro famiglie – questo si traduce in difficoltà concrete: nell’accesso al lavoro, all’abitare, alle relazioni, fino a forme di abuso e marginalizzazione.

Questo non è un poster rimette al centro la persona e la sua identità. Quel “io sono” che non può essere cancellato o ridotto a una diagnosi. C’è una differenza sostanziale tra dire “ho una malattia” e affermare “sono malato”. I ritratti celebrano proprio questa distinzione, restituendo dignità, complessità e unicità attraverso i nomi, i volti, le storie.

Un Messaggio che va oltre le Affissioni

A rafforzare il senso del progetto è nata anche Questa non è una fanzine, una pubblicazione che raccoglie e rilancia il messaggio della campagna, trasformandolo in uno spazio di approfondimento e riflessione collettiva.

Attraverso l’arte e la forza poetica delle immagini, Questo non è un poster prova a mettere in relazione mondi che spesso vengono percepiti come separati, mostrando che l’inclusione diventa possibile quando si sceglie di demolire, uno a uno, i muri del pregiudizio.