La Poesia come Cura dell’Anima
La Follia del Poeta: poesia e inclusione alla Casa per la vita “Artemide”
«O graziosa luna, io mi rammento…»
Leopardi parla alla luna. Non perché si aspetti una risposta, ma perché alcune domande hanno bisogno di essere rivolte anche quando nessuno può rispondere. La luna resta in silenzio, riflette luce. E forse basta questo. Forse la poesia comincia proprio lì: nel gesto ostinato di chi continua a interrogare il mondo, di chi vede una presenza dove altri vedono soltanto una cosa, di chi affida a una pagina ciò che nella vita ordinaria non trova voce.
È questa la follia del poeta. Non la follia della malattia, ma quella dello sguardo. La libertà di oltrepassare per un istante la misura del reale, di parlare con ciò che è lontano, perduto, invisibile. Di inventare vite mai vissute, di dare un nome a un’assenza, di cercare parole là dove sembrano non essercene.
Da questa idea nasce La Follia del Poeta, il progetto della Casa per la Vita “Artemide” dedicato alla scrittura e all’incontro con gli autori.
Entrare nelle parole
Non chiediamo agli autori soltanto di presentare un libro. Chiediamo loro di attraversarlo, di tornare alle domande che lo hanno generato, alle immagini che hanno insistito, alle esperienze che hanno chiesto di diventare parola.
Ogni scrittura custodisce qualcosa che viene prima della scrittura stessa: un volto, una perdita, un desiderio, una paura, un luogo, una voce che non si è dimenticata. La Follia del Poeta prova a entrare in quello spazio.
L’autore legge, racconta, ricorda. Gli Ospiti di Artemide ascoltano, domandano, seguono una parola, ne interrompono il corso, ne aprono un’altra. Il libro, allora, smette per un momento di essere un oggetto e diventa relazione.
Non soltanto poesia
La follia del poeta può abitare un verso, un romanzo, una canzone, una scena teatrale, una tavola disegnata. Non ci interessa stabilire confini tra i linguaggi. Ci interessa incontrare autori che abbiano ancora qualcosa da interrogare.
Persone capaci di raccontare non soltanto ciò che hanno scritto, ma perché a un certo punto non hanno potuto fare a meno di scriverlo. Perché la scrittura, quando è necessaria, nasce spesso da una mancanza, da uno stupore, da una domanda rimasta aperta. Ed è proprio una domanda aperta che può mettere in relazione due persone.
Una comunità che ascolta
Al centro de La Follia del Poeta c’è l’ascolto. Non come attesa passiva, ma come gesto. Ascoltare significa lasciare che la parola dell’altro abbia il tempo di arrivare, non ridurla subito a ciò che già conosciamo, accettare che una storia diversa dalla nostra possa, improvvisamente, riguardarci.
Ad Artemide la letteratura diventa così uno spazio di prossimità. Non cancella le differenze, non promette risposte, non pretende di curare. Ma può avvicinare, spostare uno sguardo, incrinare un pregiudizio. Può ricordarci che, prima delle definizioni, dei ruoli e delle diagnosi, ci sono persone che raccontano e persone che ascoltano.
La Follia del Poeta 2026
Anche nel 2026 la porta di Artemide si apre agli autori e, in forma raccolta, a chi desidera condividere questi incontri insieme agli Ospiti della Casa. I posti sono volutamente limitati, perché una conversazione ha bisogno di prossimità, di silenzi, di tempo e della possibilità di guardarsi negli occhi.
Per partecipare è necessario prenotarsi contattando la struttura.
Un autore. Le sue parole. Una comunità che ascolta.
E, da qualche parte, una luna che continua a non rispondere. Per fortuna.
Gli appuntamenti con i poeti e gli scrittori
Teresa Musca (Galatone 1960) è nata, vive e lavora nello stesso paese, a cui è legata da profonde radici affettive e culturali. Maestra da trent’anni, insegna Inglese nella scuola Primaria. Ha lavorato nella redazione de Il Giornale di Galatone e della rivista A Levante.
Dario Goffredo è nato nel 1974 e vive e lavora a Lecce. Ha pubblicato “Atti minimi di sopravvivenza” con le edizioni Spagine (2016) e “Alfabeto affettivo” con Musicaos editore (2020). Ha partecipato alle antologie “Tu quando scadi?”, Manni Editori (2005), e “I cieli della preistoria. Antologia della nuovissima poesia pugliese” Marco Saya Editore, a cura di Antonio Bux (2022). Sue poesie sono apparse su diverse riviste e blog letterari.
Flavia Santoro, avvocata di formazione, ama leggere, viaggiare e mettersi in ascolto del mondo. ama i gatti, si infervora davanti a soprusi e ingiustizie, scrive di ciò che la ossessiona.
Stefania Ruggieri (1963), meridionale di Puglia. Una laurea in Economia con esperienza lavorativa nei settori acciaio e moda. Insegnante. Ha pubblicato i libri di poesia Rosso di fragola (Congedo, 1994), Sotto un sole che mai muore (MilellaSpaziovivo, 2013), L’anima (pulcinoelefante, 2017), La luce non è spenta il varco non è attivo (Lietocolle, 2019). Alcune poesie sono apparse su Nuovi argomenti.
Stefania Zecca, nata nel 1978 a Lecce dove vive, è giornalista, scrittrice e poeta. Dal 2022 cura la collana di poesia “Prose minime” e l’Ufficio Stampa di Collettiva edizioni indipendenti.
Simona Cleopazzo ha pubblicato “Bikaloro, la scelta consapevole”, “Donne di Pace” (2007), “La parola alle Donne” (2008); “L’essenziale è invisibile agli occhi” (2008) e altri instant book a tema femminista. Poi i romanzi “Tre noci moscate nella dote della sposa, Lupo editore” (2012), “Irene e Frida, Musicaos editore” (2016), “Questi giorni, Sensibili alle foglie” (2020).


