ATTACCHI D’ARTE – L’Arte come Terapia Emotiva
L’Arte come Terapia Emotiva
Questo è il cuore di Attacchi d’Arte, un progetto giunto all’ottava edizione. L’iniziativa porta all’interno della struttura pittori, illustratori e ceramisti, che dialogano con Ospiti affetti da “disturbi della mente”. Persone spesso etichettate come “diverse”, ma assolutamente capaci di ascoltare, comprendere e collaborare con gli artisti, dando vita a veri e propri workshop creativi.
Un Incontro Unico
Per l’artista questo significa confrontarsi con un pubblico “speciale”, persone che richiedono attenzione e sensibilità particolari. Insieme, costruiscono un piccolo “percorso artistico” fatto di ascolto reciproco, apprendimento di tecniche e creazione condivisa di opere d’arte.
L’obiettivo è chiaro: aiutare gli Ospiti a esprimere le proprie emozioni attraverso il disegno, la modellazione o altre forme creative. L’arte diventa così un mezzo per dare forma alla fantasia, ma anche per liberare il disagio e trasformare la sofferenza in espressione. Un vero e proprio momento di terapia pura, capace di coinvolgere il cuore e la mente.
L’Arte come Momento di Connessione
L’arte, in questo contesto, è un momento collettivo e creativo, uno sfogo emotivo che si traduce in linee, colori e forme. La creazione artistica non è solo tecnica, ma un modo per rompere schemi, abbandonare le routine e aprirsi a nuove prospettive. È risaputo, infatti, che l’arte può essere un mezzo efficace per regolare l’attività emozionale e favorire un senso di benessere.
Attraverso il processo creativo, gli Ospiti imparano a essere più presenti e vivi, a comunicare con se stessi e con gli altri, scoprendo nuove vie per esprimere idee, desideri ed emozioni. L’attività artistica diventa così uno strumento potente per lo sviluppo della personalità e il mantenimento di un buono stato di salute.
Due Mondi che si Incontrano
Attacchi d’Arte si propone anche come un ponte tra due mondi: quello interno alla struttura, ricco di emozioni e vite vissute, e quello esterno, spesso condizionato da pregiudizi verso chi soffre di disturbi mentali. Creare un dialogo tra queste realtà è fondamentale per abbattere stereotipi e promuovere l’inclusione sociale.
Un’Esperienza Aperta
Per chi desidera avvicinarsi a queste tematiche e vivere un’esperienza unica, è possibile partecipare agli Attacchi d’Arte. Gli eventi sono aperti a due persone per volta, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Per prenotarsi, basta contattare la struttura.
Gli appuntamenti con gli artisti
Dal 2006, il suo lavoro di freelance si basa su un ricco e variegato background multidisciplinare. La sua formazione ha esplorato lo storytelling visuale, toccando discipline come la grafica pubblicitaria, la fotografia, la cinematografia, la fotoincisione, il fumetto, l’illustrazione e l’editoria multimediale.
L’obiettivo della sua ricerca è creare immagini con un forte potere narrativo, caratterizzate da un’immediata sintesi formale. Le sue illustrazioni si basano su un gioco bidimensionale di ritmo, armonia e contrasto tra forme e colori.
È co-fondatrice della rivista illustrata Lamantice e del progetto pluriennale Folkolore. Attraverso quest’ultimo ha coniugato innovazione e tradizione, sviluppando pubblicazioni, videogiochi e un archivio multimediale dedicato ai racconti popolari orali, collaborando con partner di rilievo e internazionali.
Nel 2011 riceve una targa del Consiglio dei Ministri per l’alto valore della ricerca del suo primo libro. Viene premiata in “Annual 2017” durante Bologna Children’s Book Fair, per la mappa di comunità del Porto Museo di Tricase. Conduce inoltre laboratori creativi su illustrazione e cartotecnica pop-up.
Nata a Lecce, dove è tornata a vivere nel 2021, ha trascorso molti anni lontano dalla sua terra d’origine, prima a Roma e poi a Milano.
Illustratrice e graphic designer, lavora nel campo dell’editoria e della comunicazione.
Il suo lavoro prende ispirazione dalle arti visive della prima metà del Novecento e dal cinema, riferimenti che rielabora in un linguaggio visivo personale in cui convivono ironia, tinte decise e un sottile senso di straniamento.
Vivienne è il mio nome ed è anche il nome della mia storia d’amore con l’argilla : “Vivienne ceramic art studio” è la mia piccola, etica, lenta produzione di ceramiche. Mi avvicino al mondo della ceramica dopo una formazione in arte applicata e scultura per giungere all’ arteterapia affascinata dal potere della creatività, essenza del nostro essere al mondo.
L’atelier è lo spazio in cui nascono creature fatte di terra e anima e in cui accolgo in percorsi individuali o di gruppo chi desideri esplorare ed esplorarsi attraverso l’arte; è uno spazio di possibilità, in cui lasciarsi visitare dal piacere di plasmare la materia e da pensieri che ri-creano mondi (visibili e non).
Arte è il nostro respiro, la vita stessa è arte.
Curiositá, gentilezza, presenza sono strumenti per ricrearci in ogni istante.




