TESI DI LAUREA

NOI come caso-studio nelle Tesi di Laurea

Studi & Ricerche

I nostri Progetti oggetto di ricerca

In questa pagina trovate le Tesi di Laurea scritte a partire dal 2019.   Questi lavori di ricerca hanno analizzato il nostro modo di lavorare, in generale, e i nostri Progetti Culturali e Sociali, in particolare.

Diventare oggetto di studio dopo solo 2 anni dall’avvio dei nostri progetti ci riempie di gioia,  segno che le nostre idee e il nostro modo di approcciare al “disagio mentale” risulta interessante e originale, e per questo meritevole di indagine (la struttura nasce nel 2016, i progetti nel 2017).

Si sa che per un laureando la scelta dell’argomento e la scrittura della Tesi di Laurea è un fatto molto importante: quando uno studente sceglie i nostri Progetti come “oggetto di indagine” questo non può che renderci orgogliosi, anche perché la Tesi di Laurea è l ‘ atto conclusivo di un percorso di studi, un momento importante e delicato, e la discussione della Tesi di fronte alla Commissione di Laurea è il momento più emozionante e più bello, un giorno indimenticabile per ogni studente.

Elenco delle Tesi di Laurea

Tesi di Sabrina Accogli
UNIVERSITÀ DEL SALENTO | DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETÀ E STUDI SULL’UOMO |CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI SOCIALI

Titolo della Tesi: L’INTEGRAZIONE SOCIALE DEL MALATO PSICHIATRICO.IL CASO DI STUDIO DELLA CASA PER LA VITA “ARTEMIDE”

Tesi di Laurea in Progettazione e Valutazione delle Politiche e dei Servizi Sociali , laureanda Sabrina Accogli / Relatore: Prof. Antonio Marsella (Anno Accademico 2018/2019)

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Nella prima parte Sabrina si è concentrata poi sulle Teorie più importati formulate riguardo la “disabilità intellettiva”, considerando principalmente l’interazione della persona disabile con il proprio contesto ambientale. Dopo una breve digressione teorica sullo “stigma” attribuito alla malattia mentale,  ha fatto un excursus storico sul concetto di “disabilità intellettiva” e un cenno all’evoluzione della psichiatria. Poi ha vagliato il quadro normativo di riferimento dei servizi socio -assistenziali per la disabilità adulta a livello nazionale e poi a livello regionale, considerando i riferimenti legislativi più importanti. Infine, ha analizzato la realtà territoriale dei servizi socio-sanitari per la disabilità intellettiva adulta, considerando i principali interventi messi concretamente a disposizione da parte del territorio, valorizzando il lavoro collaborativo e integrativo di tutti i servizi.

La seconda parte della Tesi  ha avuto invece carattere sperimentale Sabrina ha voluto mostrare concretamente com’è possibile lavorare con i “disabili mentali”, quali sono le attività tecnico-riabilitative idonee e come si può concretamente parlare di inclusione e reintegrazione sociale, con il reale abbattimento dello “stigma” in relazione alla sua esperienza nella Casa per la Vita “Artemide” di Racale: struttura residenziale nata per dare risposta ai soggetti con problematiche psicosociali. Artemide, come è stato dimostrato nella tesi, da un lato valorizza il lavoro che svolge con gli ospiti all’interno (Laboratori e Progetti Educativi di Comunità); dall’altro, svolge un lavoro orientato verso l’esterno volto alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche della “disabilità intellettiva”, ancora troppo spesso caratterizzate da pregiudizi, attraverso suoi i due Progetti principali: “Attacchi d’Arte” e “Visite d’Artista”.

Lo scopo della Tesi è stato quello di mettere in risalto gli aspetti salienti sul come è stata considerata la malattia mentale, dagli albori ad oggi. Ha inoltre cercato mi mettere in evidenza i punti di forza, i traguardi e i cambiamenti raggiunti dalla Casa per la Vita “Artemide” grazie ai suoi innovativi  Progetti.

Tesi di Giulia Giampaoli
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA | SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI | CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

Titolo della Tesi: L’ARTE COME STRUMENTO DI REINTEGRAZIONE SOCIALE NEL CASO DEI MALATI PSICHIATRICI, CARCERATI E SENZATETTO

Tesi di Laurea in Sociologia e Metodologia della ricerca sociale , presentata da Giulia Giampaoli / Relatore: Prof. Marco Santoro – Sottocommissione: Prof. Marco Santoro, Prof. Claudio Paolucci, Prof. Anna Maria Lorusso, Prof. Maria Pia Pozzato  (Anno Accademico 2018/2019)

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L’arte è sempre stato un mezzo d’espressione per l’essere umano, ha accompagnato l’uomo in ogni momento ed epoca storica. Al giorno d’oggi, l’arte può essere intesa per il suo uso strumentale e funzionale piuttosto che unicamente come valore estetico. Grazie al contributo di Jean Dubuffet, nel 1945 nasce un tipo di arte “diversa”, che fuoriesce dal formalismo istituzionale dando vita a una corrente artistica chiamata “Art brut”. Questa trova ispirazione in quegli individui spesso isolati ed emarginati dalla società, che Howard S. Becker definiva gli “Outsiders”, ovvero quei soggetti che sono etichettati come devianti in quanto mettono in atto comportamenti giudicati non conformi con i canoni comuni. di questi individui perdono, in parte, Oggigiorno, sempre più, viene attribuito all’arte un uso terapeutico in svariati e molteplici settori, non solo nella pura arteterapia ma anche come laboratori o attività ricreative che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla musica al teatro o alle più variegate forme di arte . Questi percorsi servono a mettere in atto quei processi attraverso cui l’individuo può riuscire a riappropriarsi di schemi comportamentali, allo scopo di rimettere in moto delle azioni partecipative e collaborative. In questo modo l’individuo può riuscire ad approcciarsi di nuovo o diversamente alla società, attraverso questi percorsi, che spesso richiedono una collaborazione tra i partecipanti, l’individuo può trarne numerosi vantaggi in molteplici aspetti: in quello della socialità, dell’autostima e dell’acquisizione delle competenze.

In questa tesi Giulia ha voluto spiegare – attraverso l’analisi di 9 casi-studio a livello nazionale – il perché l’arte può essere concepita come strumento, prendendo come esempio gli studi a riguardo di Durkheim e Simmel, successivamente cercherò di collocare l ‘ arte in un contesto non istituzionale per comprendere che non si definisce tale solo quella che nasce all’interno di gallerie d’arte, per poi definire e discutere di teorie sociologiche sull’etichettamento e la devianza.  Infine, Giulia prende ad esempio tre casi di “Outsiders” differenti, ovvero; quello dei senzatetto, dei carcerati e dei malati psichiatrici basandosi su interviste svolte a nove diversi operatori che svolgono arteterapia, attività e laboratori artistici in diverse strutture ospedaliere, carcerarie e associazioni per senzatetto, in modo da comprendere come l’arte può migliorare la qualità della vita di questi individui.

Ecco i 9 casi-studio analizzati nella Tesi: Casa per la Vita Artemide di Racale, Centro diurno il Gelso di Modena, Residenza terapeutica intensiva per minori di Parma, Casa circondariale di Treviso, Carcere minorile Acireale, Casa circondariale di Bollate, Materiali di scARTo di Torino, Vicini di strada di Como, Piazza Grande di Bologna.

Tesi di Giorgia De Santis
UNIVERSITÀ DEL SALENTO | DIPARTIMENTO DI STORIA, SOCIETÀ E STUDI SULL’UOMO | CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN PROGETTAZIONE E GESTIONE DELLE POLITICHE E DEI SERVIZI SOCIALI

Titolo della Tesi: CHIUSI I MANICOMI DOVE ABITA LA FOLLIA? PREGIUDIZIO E STIGMA: L’APPROCCIO MULTIDIMENSIONALE NELLA GESTIONE DELLA PATOLOGIA PSICHIATRICA. UNO STUDIO SPERIMENTALE A MARGINE DELL’ESPERIENZA PRESSO LA CASA PER LA VITA “ARTEMIDE” DI RACALE

Tesi di Laurea in Progettazione e Valutazione delle Politiche e dei Servizi Sociali , laureanda Giorgia De Santis / Relatore: Prof. Antonio Marsella (Anno Accademico 2019/2020)

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La Tesi di ricerca si è concentrata sul tema della stigmatizzazione della malattia mentale , tema questo legato alla scarsa conoscenza verso l’argomento. L’elaborato di Tesi è suddiviso in due parti. Nella prima parte Giorgia ha fatto un excursus storico della malattia mentale, partendo dalla concezione mistico-religiosa del XIV secolo, passando per il XVII secolo in cui il malato mentale inizia ad essere considerato alla stregua dei criminali e dei senza dimora, fino ad arrivare al XIX secolo quando, con il diffondersi dell’illuminismo, la malattia mentale incomincia ad essere considerata come una vera e propria malattia da curare con metodi e strumenti propri della medicina.

La seconda parte della Tesi di ricerca è invece proiettata nei nostri tempi: la malattia mentale com’è vista ora e come la si affronta oggi. Nonostante siano passati più di 80 anni dalla Legge Basaglia, dalla chiusura dei manicomi, dall’avanzamento della scienza e della tecnologia, la malattia mentale continua ad essere un tabù per la maggior parte di noi. Per coloro che non vivono in prima persona la malattia, ad esempio un caso in famiglia, risulta difficile capire e comprendere questa realtà sconosciuta, e come tutto ciò di cui non si è a conoscenza e che non si padroneggia, incute paura e terrore. Per questo motivo nell’elaborato di Tesi viene esposto il Progetto “Non siamo poi così diversi”, volto ad avvicinare due mondi solo apparentemente differenti: quello della malattia mentale e quello degli adolescenti (è proprio questa la fascia d’età nella quale si registra un’elevata stigmatizzazione nei confronti dell’argomento).

Infine, Giorgia ha analizzato ex post impatto sociale che i Progetti della Casa per la Vita “Artemide” (“Visite d’artista”, “Attacchi d’arte”, Attacchi d’arte ˈRez (ə) dəns ”,“ Questo non è un poster ”) hanno avuto, in termini di“ sensibilizzazione ”,“ inclusione ”e“ informazione ”, sulla comunità cittadina nella quale la struttura opera.