P R O G E T T I

VISITE D’ARTISTA – Ed. 2022

Da Aprile a Maggio 2022

La musica come terapia emotiva

Ritornano anche quest’anno le Visite d’artista per gli ospiti della Casa per la Vita “Artemide”.

“Alla terapia farmacologica che è ovviamente necessaria – sostiene il sociologo Walter Spennato, ideatore del progetto e coordinatore della struttura – ci piace affiancare la “terapia emotiva”, fatta di musica, musicisti e cantanti, e soprattutto di dialogo, una terapia dunque senza effetti collaterali”.

Le “Visite d’artista” sono innanzitutto incontro. Un incontro tra persone fino a quel momento sconosciute. Persone che si raccontano e si ascoltano. E questo scambio è curativo, terapeutico. Sono incontri carichi di emozioni, perché ogni storia raccontata è un pezzo di vita vissuta, un destino non sempre fortunato. Ma a provare forti emozioni non sono solo gli ospiti della struttura, ma anche l’artista che viene a fargli visita. “Tutto ha una doppia direzione quando due vite s’incontrano. Poi gli artisti regalano agli ospiti la loro arte, eseguendo brevi performance, ma che per gli ospiti diventano spettacoli indimenticabili” – sostiene ancora Spennato.

Il progetto “Visite d’artista” s’inserisce nella logica di creare momenti di “contatto” tra due mondi così vicini eppure così lontani: quello “esterno” alla struttura, la società – che non è ancora perfettamente informata sui “disturbi mentali”, ed è quindi vittima di pregiudizi e false credenze – e quello “interno”, la comunità residenziale, una comunità di persone che ha bisogno di fare esperienze sempre nuove, di relazionarsi con gente capace di “toccare” in un modo particolare le corde delle loro emozioni. La musica nasce dalla sensibilità dell’artista e quasi sempre produce emozioni in chi la ascolta, specie quando questa è legata ad alcuni momenti particolari della nostra vita.

Le “Visite d’artista” hanno una duplice valenza: una terapeutica, che s’innesca nello “scambio emotivo” tra l’artista e gli ospiti della struttura; uno scambio tra persone, uno scambio umano e artistico-performativo; in secondo luogo il progetto mira a sensibilizzare l’opinione pubblica, attraverso gli artisti, alle tematiche dell’inclusione sociale e sul disagio mentale.

Al fine di sensibilizzare e coinvolgere chi intende avvicinarsi alle tematiche dell’inclusione sociale e del disagio mentale è possibile prenotarsi per partecipare ad una “Visita d’artista” chiamando in struttura: l’evento è aperto a 3 persone munite di Green Pass rafforzato.

Gli appuntamenti con gli artisti

Melga (Gaia Costantini)
La prima “Visita d’artista” del 2022 si terrà mercoledì 13 aprile, alle ore 17.00: ospite della struttura residenziale sarà la cantautrice Gaia Costantini, in arte Melga.

Gaia si scopre musicista tra banchi di scuola ed aeroplani di carta. A diciassette anni, con una valigia piena di note e parole, inizia il suo viaggio musicale. Predilige un sound diretto e fresco spaziando tra sonorità acustiche, tipiche del cantautorato, a quelle più attuali della musica elettronica. È indie ma non solamente, è pop ma non troppo. I suoi testi, pur trattando temi alle volte difficili da raccontare in sintesi, risultano leggeri ma mai superficiali. Nel 2015 registra il suo album di esordio intitolato “Rattopparte”, una raccolta di storie ed emozioni.

Nel 2016 inizia ad esibirsi live per il suo primo tour che include l’apertura del concerto dei Modena City Ramblers a Cosenza e la partecipazione alla Raffo Fest di Taranto.

Nel 2017 esce il suo secondo disco dal titolo “Buco” e dà il via ad un tour che include le aperture dei live di Erica Mou, Lorenzo Kruger e Management Del Dolore Post-Operatorio. Suona nella prima edizione del Cinzella Festival e viene riconfermata nella line up della Raffo Fest. Nel 2018 suona sul palco del 1° Maggio di Taranto, prende parte al Med Festival, alla manifestazione Donna A Sud ed al TedX Taranto in cui c’è come ospite Brunori S.a.s.. Nel giro di due anni colleziona oltre cento concerti.

Nel 2019 esce il singolo “Dicono che sono pazzo” e presenta le sue canzoni al Sofar Sounds di Napoli.

Il suo ultimo singolo “Dolce universitaria” è invece del 2021.  “A te non frega nulla di andare sulla luna, al massimo la bandiera la metti sulla paura”, è questa una delle citazioni chiave del testo di questo singolo che critica il modo in cui la società investe nei giovani d’oggi: non siamo numeri, non siamo matricole, siamo esseri umani con sogni, poche certezze ma tanta voglia di vivere – dice la cantautrice tarantina. Il sound della canzone è racchiuso nella presenza della fisarmonica che si fonda con un ritmo ipnotico, in cui fanno da padrone le percussioni.

Francesco Del Prete
La seconda “Visita d’artista” si terrà giovedì 21 aprile, alle ore 17.00: ospite della struttura residenziale sarà il violinista e compositore salentino Francesco Del Prete.

Del Prete inizia il suo percorso violinistico con gli studi classici per poi appassionarsi al mondo della musica etnica in generale e jazz in particolare, passioni che lo portano a ricercare sonorità inedite e modi alternativi di utilizzare lo strumento e di svelarne i lati nascosti anche attraverso l’utilizzo dell’elettronica.

Da questa ricerca hanno preso vita i suoi tre principali progetti: “Corpi d’Arco”, per violino solo e pedaliere (il disco omonimo è stato pubblicato nel 2009); “Respiro”, originale duo elettro-pop violino e voce; “Francesco Del Prete Jazz Ensemble”, il cui primo disco, COLIBRÌ, è stato pubblicato nel 2018.

Nel 2021 esce il nuovo album COR CORDIS. Il suo percorso musicale rievoca i nostalgici echi di un interminabile viaggio nella musica attraverso l’Italia, il Giappone, la Francia, la Grecia, la Germania, la Svizzera, la Slovenia, attraverso la sua più che variegata (proficua) collaborazione con: l’ensemble de LA NOTTE DELLA TARANTA, ARAKNE MEDITERRANEA, NIDI D’ARAC, MANIGOLD, DEMOTIKA ORKESTAR e tanti altri artisti.

Nabil (Radiodervish)
La terza “Visita d’artista” si terrà venerdì 6 maggio, alle ore 17.00: ospite della struttura residenziale sarà Nabil Salameh.

Nabil è un cantautore e giornalista palestinese fondatore del gruppo Al Darawish e Radiodervish. Dal 1998 al 2007 ha lavorato come corrispondente in Italia per l’emittente internazionale Al Jazeera (a lui era affidato il “punto di vista occidentale” di temi di rilevanza internazionale, come ad esempio gli attentati dell’11 settembre 2001). Nel 1988 costituisce il gruppo di world music degli Al Darawish dando vita alle prime esperienze di musica multietnica in Italia ed inizia così una lunga e ricca carriera musicale. Nel 1993 esce il primo disco con gli Al Darawish che viene presentato in diretta radiofonica all’auditorium di Rai radio3 e partecipa al festival di Babilonia in Iraq. Nel 1994 si esibisce a Bari con la cantante israeliana Noa con la quale collaborerà in diverse occasioni.

Nel 1995 è ospite con gli Al Darawish al “Premio città di Recanati” ed al concerto del 1º maggio in piazza San Giovanni a Roma, nel luglio ’95 esce il film “Trafitti da un raggio di sole” di Claudio Del Punta, colonna sonora degli Al Darawish, di cui Nabil è coprotagonista.

Nel 1996 esce il secondo disco con gli Al Darawish dal titolo Radiodervish. Dopo lo scioglimento degli Al Darawish nel 1997 fonda, nello stesso anno, i Radiodervish con Michele Lobaccaro, gruppo con il quale continua a girare l’Italia, l’Europa, e il Medioriente. Nello stesso anno è stato il primo cantante palestinese scelto come interprete della canzone inno della tredicesima edizione dei “Giochi Del Mediterraneo” che si svolge in Italia nella città di Bari tra il 13 giugno e il 25 giugno.

Nell’Ottobre del 1998 esce in Italia il primo disco dei Radiodervish prodotto da I dischi del mulo e distribuito dalla multinazionale Polygram, il disco intitolato Lingua contro lingua vince il prestigioso premio Piero Ciampi per il miglior esordio discografico dell’anno.

A novembre del 1999 Nabil Salameh partecipa all’evento internazionale organizzato dall’UNESCO a Parigi per la pace nel nuovo millennio. Tra i partecipanti Gregory Peck, Sidney Poitier, Lionel Richie, Zucchero Fornaciari ed altri artisti internazionali. Alla fine del 1999 duetta con Jovanotti in occasione della realizzazione del video di “Stella Cometa”, Cherubini, per l’occasione, chiede a Nabil Salameh di tradurre il brano in arabo e di cantarlo. In seguito viene pubblicato il singolo Dolcefareniente di Jovanotti, che contiene la versione medley di Stella Cometa duettata da Lorenzo e Nabil e la versione in arabo interamente cantata da Nabil Salameh col titolo Stella D’oriente.

A luglio 2000 viene conferita a Nabil Salameh insieme alla cantante israeliana Noa la cittadinanza onoraria della città di Melpignano come riconoscimento al loro impegno artistico nella ricerca del dialogo e della pace tra culture e popoli differenti. A dicembre dello stesso anno, Nabil e Noa, diretti dal maestro Nicola Piovani ed accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Siciliana, si esibiscono al duomo di Monreale in occasione del vertice Onu a Palermo.

L’impegno dei due artisti viene riconosciuto anche dalla fondazione Accademia del Mediterraneo che conferisce loro il premio Mediterraneo arte 2001 per aver voluto utilizzare il linguaggio universale della musica quale strumento di pace.

A marzo del 2001, insieme a Michele Lobaccaro, presenta presso La Vallisa di Bari (una chiesa del X secolo ora trasformata in auditorium), il nuovo progetto musicale dei Radiodervish In Acustico. Il progetto sostiene l’attività che l’associazione internazionale Salaam Ragazzi dell’Olivo svolge con i bambini palestinesi nel campo profughi di Al Fawwar (West Bank – Hebron).

Dall’evento, che riscuote un grande successo di pubblico con sei repliche tutto esaurito, viene tratto il materiale pubblicato nel cd In acustico. Nel mese di giugno grazie all’invito dell’Istituto Italiano di Cultura, Nabil Salameh e i Radiodervish sono ospiti della Festa della Musica a Beirut il 21 giugno. Li accompagna il regista Marco Preti, autore di numerosi documentari e reportage di viaggio per la televisione, che filma le giornate trascorse in Libano e produce un documentario dal titolo Li Beirut. Con loro anche Massimo Zamboni, che racconta l’esperienza al seguito dei Radiodervish in un ampio articolo pubblicato da Diario.

Nel 2002, ancora in tour con il progetto In Acustico, Nabil Salameh partecipa con i Radiodervish al concerto dell’Epifania trasmesso su RaiUno il 5 gennaio dal Monastero di Santa Chiara in Napoli. Per l’occasione presentano un nuovo brano, Centro del mundo, anteprima nazionale del disco in uscita in estate.

Il primo maggio insieme ai Radiodervish suona a Bruxelles, per il tradizionale concerto di piazza dei lavoratori, dedicato al tema della costruzione della Pace in Medioriente. Sulla stessa tematica partecipa, l’11 maggio del 2002, a Time for peace, concerto trasmesso in mondovisione dal Colosseo di Roma cantando Centro del mundo con Noa e assieme partecipano alla marcia per la pace Perugia-Assisi. Nel mese successivo viene pubblicato Centro del Mundo, il nuovo disco dei Radiodervish, edito dalla neonata etichetta Cosmasola e distribuito da Il Manifesto CD. Il disco è un inno allo sradicamento e alla precaria mobilità degli uomini, musica capace di cantare i sentimenti di chi vive a cavallo tra due culture. Tra agosto e dicembre 2002 continua la tournée in Italia e, in linea con il loro impegno sociale, Nabil Salameh insieme ai Radiodervish partecipano al Giubileo degli Oppressi e vengono invitati ad Atene al secondo Summit Mondiale dei Sindaci per la pace. In ottobre è ospite con i Radiodervish al Premio Tenco. Nel mese di dicembre, su invito dell’Università degli Studi di Bari e della Meridiana Editrice, incontra ed intervista, insieme a Michele Lobaccaro, Arie Nadler, sociologo israeliano e direttore del Centro Peres per la pace di Tel Aviv, sul tema Costruire una memoria di pace.

Il 26 ed il 27 marzo 2003, suona con i Radiodervish nel prestigioso Théatre de l’Olympia di Parigi, affacciandosi così alla ribalta di un palcoscenico internazionale che ha ospitato negli anni i migliori nomi della musica d’autore. Ad agosto partecipa al concerto finale del festival La Notte della Taranta eseguendo un brano della tradizione musicale salentina arrangiato per l’occasione da Stewart Copeland, ex batterista dei Police, ospite del festival.

Con i Radiodervish realizza nel 2004 un lavoro intorno ai versi del mistico persiano Farid al-Din al-Attar, l’album In search of Simurgh (2004 – Cosmasola / Il manifesto) prodotto da Saro Cosentino e distribuito anche in Giappone, Cina, Taiwan e Corea. Il disco, intrecciato ad Ali di Polvere, scritto di Teresa Ludovico, dà vita ad uno spettacolo teatrale con la regista attrice Teresa Ludovico.

Nel 2006, Nabil Salameh e i Radiodervish si vedono impegnati in una tournée teatrale Amara Terra Mia insieme all’attore Giuseppe Battiston, un tributo a Domenico Modugno.

Nel 2007, la pubblicazione de “L’immagine di te” (Radiofandango / Cosmasola) prodotto da Franco Battiato. Il 14 settembre 2007 ottiene a Bari la cittadinanza italiana con decreto presidenziale.

Nel film d’animazione La luna nel deserto (2008), del regista Cosimo Damiano Damato, Nabil Salameh scrive con i Radiodervish la colonna sonora del cartoon e presta la voce al personaggio Muezzin. Nello stesso anno d’uscita del film partecipa al disco di Etta Scollo Il fiore splendente, un lavoro sui poeti arabi siciliani registrato a Berlino, presentato alla concert hall della Berliner Philharmoniker di Berlino. Nello stesso anno tour de “Il fiore splendente” in Germania. Tra il 9 maggio e il 6 giugno 2008 ha tenuto un seminario nell’ambito del corso di giornalismo e scrittura breve tenutosi a Bari presso la biblioteca provinciale Santa Teresa dei Maschi.

Tra il 2008 e il 2009 una serie di progetti speciali nei quali Nabil e i Radiodervish collaborano con attori come Valter Malosti e scrittori come Carlo Lucarelli. Nello stesso periodo Nabil Salameh e i Radiodervish si impegnano ne Le Porte dell’Occidente, progetto di residenza teatrale che si è svolto nel castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari, trasformando il castello in un contenitore culturale, luogo privilegiato di incontro e dialogo fra linguaggi e culture.

A maggio 2009 una tournée assieme all’Orchestra Araba di Nazareth che ha debuttato sul palcoscenico dello storico Tzavta Theater di Tel Aviv e proseguito in Italia nel mese di giugno. Lo stesso anno, dopo un periodo passato a Gerusalemme viene pubblicato di Beyond the Sea (Princigalli Produzioni / Il Manifesto). Ospiti di eccezione provenienti da Palestina e Israele, caratterizzano i suoni il disco: Solisti dell’Orchestra Araba di Nazareth, Zohar Fresco alle percussioni. Disco prodotto da Saro Cosentino.

Nel 2010 arriva l’album “Bandervish” su arrangiamento di Livio Minafra (premio top jazz 2008 come nuovo talento) che contiene alcuni tra i più noti brani dei Radiodervish.

Nel 2011 crea il progetto Esperanto – note di speranza, un progetto che vuole sostenere, mediante una raccolta fondi, le realtà delle scuole di musica nei territori palestinesi occupati. La prima edizione del concerto associato al progetto Esperanto – note di speranza si è tenuto al politeama greco di Lecce con la partecipazione dei Radiodervish, Paola Turci, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi e Yo Yo Mundi. A Maggio del 2011 inaugura con i Radiodervish il festival letterario del Cairo con un concerto al Cairo Opera House. Sempre nel 2011 collabora con Franco Battiato nel progetto Diwan esibendosi con il cantautore siciliano in diverse città italiane.

La storia dei Radiodervish e di Nabil è ancora tutta da scrivere, tanti sono stati gli album pubblicati e i nuovi progetti a cui il gruppo sta lavorando.

Filippo Bubbico
La quarta “Visita d’artista” si terrà giovedì 19 maggio, alle ore 17.00: ospite della struttura residenziale sarà Filippo Bubbico.

Bubbico, classe ’92, è un musicista, compositore, producer, sound engineer, polistrumentista.

Inizia la formazione musicale fin da giovanissimo con un percorso polistrumentale. Nel corso degli anni approfondisce lo studio dell’armonia Jazz con il padre, Luigi Bubbico.

Nel 2013 si diploma come sound engineer al Sae Institute a Milano, qualifica che aprirà la strada a numerose collaborazioni. Attualmente è head engineer per l’etichetta indipendente Sun Village Records da lui fondata nel 2020 e produce numerosi musicisti in Italia e all’estero.

Nel 2017 si laurea in Pianoforte Jazz presso il Conservatorio G. B. Martini di Bologna dove ha studiato con Fabrizio Puglisi e Greg Burk. Ha preso parte a più formazioni musicali sia come batterista che come pianista in ambito rock, sperimentale e jazz. È finalista per due edizioni consecutive al Conad Jazz Contest: nel 2015 con Gsus Quartet e nel 2016 con Filippo Bubbico Trio, vincendo anche la borsa di studio come miglior giovane talento per la Berklee Summer School 2017 a Umbria Jazz Clinics. Nel 2018 pubblica il suo disco d’esordio “Sun Village” con 11 tracce originali che esplorano nuovi sound, da potenti groove funk a beat onirici, alla ricerca del massimo potenziale espressivo.

Il disco è stato acclamato da critica e pubblico ed è stato selezionato da importanti emittenti radiofoniche e televisive (Radio Rai, Radio 24, Rai 5, Mtv New Generation) e recensito su numerose testate tra cui Blow Up, Internazionale, Rumore, Corriere del Mezzogiorno. Il suo nuovo disco “Honolulu arrivo” è uscito il 20 maggio 2021.